Alessandro Tomasi ha ragione su una cosa: la Toscana usa ancora troppo le discariche, trasporta troppi rifiuti fuori regione e questo ha un costo per i cittadini.
Ma poi arriva alla conclusione sbagliata: costruire nuovi inceneritori.
Nel nostro video spieghiamo perché il problema non è quanti inceneritori abbiamo, ma quanti rifiuti residui continuiamo a produrre.
Oggi in Toscana produciamo circa 187 kg di rifiuto residuo per abitante all’anno. Eppure esistono già realtà toscane e italiane che dimostrano che si può fare molto meglio.
📍 Lucca, città turistica con oltre 600 kg di rifiuti prodotti per abitante, grazie a una raccolta differenziata superiore all’80% scende a circa 123 kg di residuo per abitante.
📍 In territori ancora più virtuosi si scende sotto gli 80 kg per abitante.
Applicando questi modelli alla Toscana, il rifiuto residuo potrebbe ridursi da circa 685 mila tonnellate a poco più di 330 mila tonnellate all’anno: oltre il 50% in meno, e con impianti moderni di recupero della materia si potrebbe ridurre ulteriormente fino a circa 200 mila tonnellate.
Questo significa una cosa molto semplice: prima di parlare di nuovi inceneritori bisognerebbe parlare di come produrre meno rifiuti e recuperare meglio quelli che già produciamo.
C’è poi un’altra questione che nel dibattito viene spesso dimenticata.
I costi dei trasporti esistono, ma costruire nuovi inceneritori costa centinaia di milioni di euro e quei costi finiscono nelle bollette pagate dai cittadini.
Noi non teniamo né per la destra né per la sinistra, siamo cittadini come voi, e proprio per questo giudichiamo le proposte dai risultati e non dal colore politico di chi le presenta.
La situazione attuale è il risultato di decisioni prese negli anni da amministratori di destra e di sinistra, per questo crediamo che servano idee nuove, non la riproposizione delle stesse ricette che ci hanno portato fin qui.
Guardate il video e fatevi un’opinione sui dati.
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