ALLAGAMENTI: SE SERVE UNIONE, AL TAVOLO CI SIANO ANCHE I CITTADINI

Giovedì saremo in strada insieme ai commercianti e lanciamo fin da ora un appello a tutta la cittadinanza: partecipiamo tutti, non soltanto chi è stato direttamente colpito dagli allagamenti, ma tutti, perché questo è il momento della solidarietà, quella vera, di una comunità che di fronte a un problema che riguarda la sicurezza di alcuni più di altri sceglie comunque di essere unita e solidale.

 

Abbiamo accolto con favore l’intenzione dell’Amministrazione comunale di aprire un tavolo di confronto con i commercianti dopo gli allagamenti del 17 settembre.

 

È giusto ascoltare chi ha subito danni, chi lavora sul territorio e chi chiede risposte concrete, ed è altrettanto giusto, come afferma oggi la stessa Amministrazione, cercare «impegni chiari e misurabili» e costruire un tavolo permanente.

 

Ma proprio per questo non possiamo nascondere una profonda amarezza.

 

Da molto tempo i cittadini (che si sono anche riuniti in appositi Comitati) chiedono ascolto, confronto e risposte sui problemi degli allagamenti, della rete di smaltimento delle acque, della manutenzione e della sicurezza del territorio.

Lo abbiamo fatto dopo gli eventi alluvionali, negli incontri pubblici, nelle commissioni, attraverso osservazioni, segnalazioni e richieste rivolte all’Amministrazione, eppure una proposta di un tavolo permanente con i cittadini non è mai arrivato.

 

C’è poi una differenza fondamentale.

I commercianti e le imprese hanno associazioni di categoria che legittimamente li rappresentano e tutelano i loro interessi, ma chi rappresenta i cittadini?

 

La prima istituzione chiamata a rappresentarli è proprio l’Amministrazione comunale.

Per questo il dialogo con i cittadini non dovrebbe essere una concessione da ottenere dopo una protesta: dovrebbe essere parte naturale e permanente del rapporto tra chi amministra e la comunità che rappresenta.

 

L’Amministrazione oggi si presenta dicendo una cosa che abbiamo sempre chiesto: «Alla città serve unione e non divisione», e allora facciamola davvero, questa unione.

Se giovedì al tavolo saranno chiamati commercianti, associazioni di categoria, Sindaco, Giunta, Polizia Locale, Ufficio Tecnico e Protezione Civile, crediamo sia naturale che anche una rappresentanza dei cittadini possa essere chiamata a partecipare.

 

Perché l’acqua che entra in un negozio è la stessa che entra in una casa, le strade, le fognature, i rii e il territorio sono gli stessi e soprattutto è lo stesso il problema da risolvere.

Commercianti e cittadini non devono essere divisi proprio nel momento in cui chiedono la stessa cosa: sicurezza e risposte concrete, per questo attendiamo che l’Amministrazione estenda l’invito al tavolo anche ai cittadini.

 

Ma una cosa è già certa, giovedì noi saremo comunque in strada, insieme ai commercianti, perché se davvero questo deve essere il momento dell’unione e non della divisione, l’unione comincia da qui.

 

Unione Cittadini Alluvionati:

Alluvionati 14 Marzo, Carraia, San Martino-Serravalle, Santa Maria, Trasparenza per Empoli

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