ACQUA PUBBLICA: UNA BATTAGLIA CHE CONTINUA

Giovedi saremo a Poggibonsi per partecipare all’incontro “Pubblica, bella (e giusta) – Verso la ripubblicizzazione dell’acqua”, un momento di confronto importante su un tema che per noi è sempre stato un impegno civile costante e concreto.

Come rete civica, il lavoro per un’acqua realmente pubblica e per servizi pubblici essenziali più equi ed efficienti è un percorso che portiamo avanti da sempre, in modo aperto, trasparente e condiviso.

Un percorso fondato sul dialogo con chiunque abbia a cuore il bene comune, senza steccati e senza appartenenze predefinite.

Crediamo che solo attraverso partecipazione, conoscenza e responsabilità collettiva si possano costruire servizi realmente orientati all’interesse pubblico.

È questo l’approccio che abbiamo seguito finora e che continueremo a seguire, finché l’equità e l’efficienza non diventeranno la norma, finché l’interesse pubblico non tornerà ad essere la bussola delle scelte.

📍 Giovedì 12 febbraio – ore 18

📍 Sala “La Ginestra”, Via Trento – Poggibonsi

💧 L’acqua è un bene comune. Prendersene cura è una responsabilità di tutti.

Rischio idraulico a Empoli: la sicurezza del territorio passa dalle scelte urbanistiche

Empoli – Nel Consiglio Comunale del 22 dicembre scorso è stato approvato il Documento Unico di Programmazione (DUP) con un emendamento proposto dalla maggioranza che afferma un principio di grande rilevanza per la sicurezza del territorio:

il Piano Strutturale Intercomunale (PSI) individua con scrupolosa attenzione le aree soggette a rischio idraulico e il Piano Operativo Comunale (POC) non prevede interventi in tali aree. Si riporta il caso dell’area dell’abitato di Ponzano tra FiPiLi e Via dell’Olivo.

Si tratta di un’affermazione importante, che riconosce esplicitamente il legame tra scelte urbanistiche e rischio idraulico, soprattutto alla luce degli eventi alluvionali sempre più frequenti che hanno colpito il territorio empolese.

Tuttavia, dall’analisi degli atti urbanistici e della cartografia ufficiale emerge un dato critico: questo principio non viene applicato in modo uniforme su tutto il territorio comunale.

Nel DUP viene citato come esempio l’area dell’abitato di Ponzano, tra la FI-PI-LI e via dell’Olivo, dove un intervento urbanistico è stato rimosso proprio in ragione dell’elevata pericolosità idraulica a salvaguardia dei residenti.

Una scelta che, se coerentemente applicata, dovrebbe valere per tutte le aree con pericolosità uguale o superiore, eppure nel POC risultano ancora previste numerose trasformazioni urbanistiche in zone classificate P2 e soprattutto P3, ovvero a rischio idraulico medio-alto e alto, in condizioni del tutto analoghe – se non peggiori – rispetto a Ponzano localizzate in svariate zone di Empoli come Pagnana, Serravalle – Corte Nuova, Santa Maria, Pozzale, Castelluccio, Ponte a Elsa, dove anche le immagini dell’ultimo evento alluvionale mostrano chiaramente ristagni, allagamenti Continue reading “Rischio idraulico a Empoli: la sicurezza del territorio passa dalle scelte urbanistiche”

Oltre 700 cittadine e cittadini hanno firmato una richiesta chiara: vogliamo conoscere davvero la qualità dell’aria che respiriamo.

Come Comitato cittadino Trasparenza per Empoli abbiamo inviato nuovamente una richiesta formale a Zignago Vetro S.p.A. per aprire un canale di dialogo diretto sui programmi di sviluppo del polo produttivo di Castelluccio e, in particolare, sull’installazione di una centralina per il monitoraggio continuo della qualità dell’aria.

Questa richiesta è stata sottoscritta circa un anno fa da oltre 700 cittadine e cittadini residenti nel Comune di Empoli e nelle frazioni di Marcignana, Pagnana, Le Case e Castelluccio, una firma collettiva che rappresenta una preoccupazione reale, diffusa, e una forte domanda di trasparenza ambientale da parte di tutta la città.

Siamo pienamente consapevoli che la qualità dell’aria non dipende da un solo soggetto: sul territorio sono presenti più fonti emissive. Proprio per questo riteniamo che, anche in vista della realizzazione del nuovo terzo forno fusorio, la disponibilità di Zignago Vetro a installare una centralina dedicata, gestita da ARPAT o da enti pubblici competenti, rappresenterebbe un gesto concreto di attenzione, responsabilità sociale e rispetto verso una comunità e un territorio dal quale l’azienda trae da anni importanti risorse naturali.

Nella nostra richiesta abbiamo indicato alcuni punti chiari:

• l’installazione di una centralina locale di monitoraggio continuo della qualità dell’aria, per disporre finalmente di dati reali e rappresentativi, oggi basati su stazioni lontane da Empoli;

• l’avvio di un percorso programmato di ammodernamento dei forni, coerente con le migliori tecniche disponibili (BAT), capace di ridurre progressivamente le emissioni senza interrompere la continuità produttiva;

• una riflessione sull’orientamento dei nuovi capannoni, per ridurre l’impatto sugli abitati e sul suolo agricolo residuo.

Riteniamo inoltre fondamentale che il monitoraggio dell’aria venga avviato prima dell’accensione del terzo forno, così da definire valori di fondo e garantire trasparenza nel tempo, anche alla luce delle osservazioni contenute nella documentazione tecnica ARPAT.

Il nostro approccio è e resta costruttivo e collaborativo: non vogliamo contrapporre sviluppo produttivo e tutela della salute, ma crediamo che sia possibile – e necessario – favorire un percorso di crescita industriale compatibile con la qualità della vita e con il diritto dei cittadini a conoscere lo stato reale dell’ambiente in cui vivono.

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I nostri auguri per un sereno 2026

Un sincero augurio alla città di Empoli, nel video di Clebs c’è anche il nostro contributo e ringraziamento alla cittadinanza per l’ascolto, la partecipazione e l’energia con cui tutti assieme abbiamo affrontato l’anno appena concluso.

A tutte e tutti il nostro augurio perchè questo 2026 portì serenità e pace in ogni dove.

Terzo forno Zignago: via libera dal Consiglio comunale senza vincoli sul quadro emissivo

In questi giorni è andata in consiglio comunale l’approvazione del piano attuativo relativo al PUA 12.13 quello che prevede il raddoppio della superficie attualmente occupata dalla ditta Zignago Vetro con la realizzazione di ulteriori due capannoni ciascuno avente superficie di 30.000 mq ed altezza di circa 11,70 metri sull’attuale piano di campagna da costruire nell’area che dall’attuale complesso va verso la via Val d’Elsa e quindi verso l’abitato. A prescindere dall’evidente impatto ambientale costituito dall’occupazione di 6 ettari di suolo agricolo che, come più volte evidenziato, erano un utile cuscinetto tra la fabbrica e la residenza, preme sottolineare come, nella documentazione in adozione, non ci sia traccia di un vincolo finalizzato affinché tale intervento non sia causa di un aggravio del quadro emissivo già fortemente compromesso nella zona.
Infatti è chiaro e apertamente dichiarato che tale incremento edificatorio è finalizzato a creare due nuovi magazzini che, tra gli altri, andranno a sostituire anche alcuni magazzini esistenti nell’area attuale. Proprio in questa area dismessa, sarà realizzato un terzo forno, è quindi evidente come consentire questa nuova edificazione comporti dare possibilità alla Zignago di fare un terzo forno fusorio.
Eppure la stessa scheda norma alla lettera h) degli Elementi Prescrittivi riporta testualmente “La nuova edificazione, non dovrà aggravare il quadro emissivo”: Questo come conclusione di un procedimento di verifica ambientale nel quale molti enti hanno riconosciuto che questo intervento che ha consentito l’edificazione in un territorio agricolo fuori del perimetro urbanizzato avrà un notevole impatto ambientale. La stessa ARPAT, in un parere tecnico del luglio 2023, segnala che il terzo forno comporterà un incremento delle emissioni in atmosfera, con valori fino a tre volte superiori per gli ossidi di azoto (NOx) rispetto alla situazione attuale e una significativa presenza di Cromo VI, altra sostanza classificata cancerogena. Lo stesso documento evidenzia che l’introduzione del nuovo forno comporta un aumento complessivo del carico emissivo e che la valutazione sul rischio derivante dal Cromo VI resta una questione aperta che merita particolare attenzione sanitaria e ambientale.

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Reflui civili per diluire quelli industriali a spese della collettività: è questo che intendente per sviluppo in ottica industriale dei servizi pubblici locali?

Il depuratore di Pagnana, attivo dal 1985 per volontà di Amministratori lungimiranti ed attenti agli interessi del territorio, nel corso degli anni è stato ampliato e ristrutturato seguendo le necessità di una normativa sempre più raffinata ed infine rispettando, anche ai nostri giorni, la normativa dell’Unione Europea, soddisfacendo così la depurazione per 90.000 abitanti equivalenti di reflui urbani a forte prevalenza civile. È un impianto del quale, come empolesi, possiamo esserne orgogliosi ed essere grati a chi fino ad ora ha condotto l’organizzazione e la gestione di un tale sistema.

Poco più a valle del nostro territorio, lungo il percorso dell’Arno, vi è l’impianto Cuoiodepur (loc. San Romano, Comune di San Miniato) per la depurazione di acque reflue urbane costituite in prevalenza da reflui industriali conciari.  Infatti esso svolge anche la funzione prevalente di depurazione industriale verso i propri soci-utenti al di fuori del sistema idrico integrato.

Nel corso degli anni tale impianto ha sempre avuto difficoltà a rispettare i limiti di legge nello scarico in acque superficiali, in particolare per i parametri cloruri e solfati, tipici della lavorazione conciaria.

Tale difficoltà la ritroviamo anche nella vigente autorizzazione dell’impianto, a seguito di decreto regionale del 2021, che ammette ancora una volta deroghe nello scarico idrico per i parametri cloruri e solfati in attesa e a condizione che sia attuato l’Accordo di programma per il collettamento dei reflui urbani di Empoli (e Comuni limitrofi) all’impianto Cuoiodepur, in modo di raggiungere così le giuste concentrazioni dei due parametri nello scarico. Continue reading “Reflui civili per diluire quelli industriali a spese della collettività: è questo che intendente per sviluppo in ottica industriale dei servizi pubblici locali?”

Primo SÌ a una gestione davvero pubblica, interamente in house

Oggi alla Conferenza Territoriale n.3 i Sindaci dovevano decidere sul nuovo affidamento del servizio idrico per la società Publiacqua.

Noi comitati per l’acqua pubblica assieme al Forum Toscano per i Movimenti dell’Acqua e alla Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni eravamo lì a chiedere:

✋ NO alla gara con gestione mista (30% ai privati)

💧 SÌ a una gestione davvero pubblica, interamente in house

Risultato dell’assemblea:

➡️ Proroga di 1 anno a Publiacqua

➡️ Mandato al direttore AIT per avviare la nuova azienda in house

➡️ Voto unanime di tutti i Sindaci

Per noi è un passo avanti importante: niente gara, si apre la strada alla gestione realmente pubblica dell’acqua.

Giovedì 20 novembre ore 21.15 vi aspettiamo alle Pubbliche Assistenze di Empoli per programmare i prossimi importanti passi verso gestioni realmente pubbliche e partecipate con sempre maggiore consapevolezza dagli abitanti dei territori.

Dovremo continuare a vigilare, ma oggi abbiamo fatto un bel salto avanti! 💧✊

Stasera portiamo Empoli a Prato!

Forti del risultato ottenuto ad Empoli, dove la cittadinanza si è espressa chiaramente per una gestione pubblica, trasparente e in house dei servizi pubblici essenziali, partecipiamo questa sera all’incontro pubblico a Prato

👉 link evento: https://www.facebook.com/share/p/17iEPpeo6x/?mibextid=wwXIfr

Con noi portiamo non solo un’esperienza concreta, ma la voce di una comunità che ha scelto, e che ora vuole che quella scelta non resti isolata.

Grazie al lavoro costante di tanti comitati locali, e al supporto – rispettoso e consapevole – di alcune forze politiche, oggi si sta aprendo una discussione vera, non ideologica, su temi fondamentali: la gestione dell’acqua, dei rifiuti, dei servizi pubblici locali.

🔹 Non mettiamo in discussione, ma vogliamo mettere a discussione – cioè portare al centro del confronto – una visione diversa di gestione dei beni comuni: una visione civica, partecipata e orientata all’interesse della collettività.

💬 Ci andiamo con tranquillità, come sempre: disponibili a confrontarci e lavorare insieme, anche e soprattutto con chi porta sensibilità e argomentazioni diverse.

Lo abbiamo fatto fin dall’inizio, sempre dati alla mano, per mostrare – con numeri e fatti – la bontà delle scelte che proponiamo.

Questa è una battaglia che sta dando risultati perché nasce dal basso, e non risponde ad altri interessi se non a quello degli abitanti dei nostri territori.

Ci vediamo stasera 💧

Qualcuno dice di non andare a votare al referendum così non verrà raggiunto il quorum

Qualcuno dice di non andare a votare al referendum così non verrà raggiunto il quorum perché la gestione dell’acqua è e rimarrà comunque pubblica, ma non è vero.

La normativa riconosce come unica e sola gestione pubblica quella in house. 

Le società a totale partecipazione pubblica (come Alia Plures) sono riconosciute dalla legge come soggetti di scopo privatistico e soggette alla disciplina di legge privatistica e quindi a differenza dell’in house devono andare a bando di gara con il rischio reale di perdere la gestione. 

Sulla questione di evitare il quorum è chiaramente la conferma che queste persone, che non hanno il coraggio di dichiarare pubblicamente il loro scopo, non vogliono una gestione realmente pubblica e questo si sposa perfettamente con la logica del gestire con scopo privatistico, ovvero fuori dalla possibilità di controllo da parte della collettività attraverso società realmente pubbliche e con modalità democratiche.

Chi vi dice di non andare a votare è una persona che dimostra con queste affermazioni di non avere conoscenza e rispetto alcuno ne delle normative ne tantomeno di voi, questo voto serve eccome è l’unico modo per fermare la strada verso la borsa e dire che acqua e rifiuti devono restare dai cittadini.

Se Empoli non si esprime a decidere per Empoli saranno solo Firenze e Prato che hanno la maggioranza per decidere da sole, il 9 novembre andiamo a votare perché è l’ultima occasione per Empoli per contare davvero.

ATTENZIONE alle bufale sul referendum!

Qualcuno dice di non andate a votare perché l’acqua non va più in Borsa, ma non è vero.

La delibera approvata in consiglio comunale il 29 settembre non ha cambiato nulla: Alia Plures ha ancora tra i suoi obiettivi la quotazione in borsa rimandata solo a dopo il 2029 e allo stato attuale delle cose Empoli non potrà opporsi. Se la delibera approvata avesse cambiato qualcosa il referendum sarebbe stato annullato dal comitato dei garanti come –  previsto dall’art. 19 del regolamento — invece il 9 si vota perché quella delibera non ha cambiato niente, e chi dice il  contrario e vi dice di non andare a votare è una persona che dimostra con queste affermazioni di non avere rispetto alcuno ne dei regolamenti e tanto meno di voi.

Questo voto serve eccome: è l’unico modo per fermare la strada verso la Borsa e dire che acqua e rifiuti devono restare dei cittadini.

Se Empoli non si esprime, a decidere per Empoli saranno solo Firenze e Prato che hanno la maggioranza per decidere da sole.

Il 9 novembre andiamo a votare, perché è l’ultima occasione per contare davvero.

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