Il PSI è stato approvato, ma prima dell’approvazione definitiva del Piano Operativo chiediamo una Commissione consiliare specificamente dedicata al rischio idraulico delle previsioni urbanistiche contenute nel POC.
È necessario verificare pubblicamente, previsione per previsione, la loro coerenza con quanto lo stesso Consiglio Comunale ha approvato nel DUP, non si può affermare che nelle aree a rischio idraulico non si costruisce e contemporaneamente mantenere nel Piano Operativo trasformazioni proprio in aree caratterizzate da alta pericolosità e vulnerabilità idraulica.
L’approvazione del Piano Strutturale Intercomunale non chiude quindi la discussione.
Uno strumento urbanistico può essere innovativo per metodo, struttura e procedure, ma questo non certifica automaticamente la bontà di tutte le scelte che contiene.
Dietro le dichiarazioni sulla sostenibilità rimane infatti una realtà concreta: centinaia di migliaia di metri quadrati destinati a nuove edificazioni e trasformazioni, con nuovo suolo sottratto ad aree verdi e agricole spesso soggette a rischio idraulico.
E c’è un elemento ancora più difficile da comprendere: nel percorso che ha portato dalla prima proposta all’approvazione del PSI, le nuove edificazioni sono aumentate mentre la quota di riuso dell’esistente è diminuita.
Questo dopo anni di osservazioni, pareri, valutazioni ambientali e modifiche, mentre gli stessi documenti del Piano richiamano tutela del suolo, adattamento ai cambiamenti climatici e contenimento del consumo di nuovo territorio per contenimento del rischio idraulico.
Non basta scrivere che bisogna consumare meno suolo se, alla fine del percorso, aumenta ciò che si prevede di costruire sul nuovo e diminuisce ciò che si recupera dell’esistente.
Ma la contraddizione più grave riguarda il rischio idraulico.
Nel DUP approvato dal Consiglio Comunale è stato scritto che il PSI individua con scrupolosa attenzione le aree soggette a rischio idraulico e che il POC non prevede interventi in tali aree, richiamando espressamente il caso di Ponzano.
Il problema è che, sovrapponendo le previsioni del Piano Operativo alla cartografia idraulica, risultano trasformazioni urbanistiche in aree interessate da pericolosità idraulica, comprese aree P2 e P3, oltre a previsioni interessate da magnitudo severa o molto severa.
Se il principio approvato nel DUP vale per Ponzano, deve essere applicato con lo stesso criterio a Pagnana, Serravalle-Cortenuova, Santa Maria, Pozzale, Castelluccio, Ponte a Elsa e a tutte le altre previsioni interessate dal rischio idraulico.
Non chiediamo rassicurazioni, chiediamo una verifica pubblica e trasparente.
PRIMA DELL’APPROVAZIONE DEL POC SERVE UNA COMMISSIONE CONSILIARE: DOVE C’È RISCHIO IDRAULICO NON SI COSTRUISCE
Non siamo noi oggi a chiedere all’Amministrazione di assumere un nuovo principio, quel principio è già stato scritto e approvato dal Consiglio Comunale nel DUP:
«il Piano Strutturale Intercomunale (PSI) individua con scrupolosa attenzione le aree soggette a rischio idraulico e il Piano Operativo Comunale (POC) non prevede interventi in tali aree. Si riporta il caso dell’area dell’abitato di Ponzano tra FiPiLi e Via dell’Olivo.»
È un’affermazione netta, un impegno preso verso gli abitanti alluvionati che chiediamo venga rispettato.
Non dice che nelle aree a rischio si potrà costruire dopo ulteriori valutazioni, realizzando opere di mitigazione, compensazione o Continue reading “PSI APPROVATO, MA SUL RISCHIO IDRAULICO RESTA UNA CONTRADDIZIONE: PRIMA DEL POC SERVE UNA COMMISSIONE CONSILIARE”