Approvazione del nuovo Piano Economico Finanziario (PEF) di Alia

Assieme agli altri comitati dell’Unione dei Cittadini TARIC si ma non così abbiamo inviato ai Sindaci di ATO Toscana Centro una richiesta chiara e precisa in vista dell’approvazione del nuovo Piano Economico Finanziario (PEF) di Alia.

Nei prossimi giorni i Sindaci saranno chiamati a decidere una questione che riguarda direttamente le bollette di centinaia di migliaia di cittadini.

La domanda è semplice:

i benefici economici prodotti dalla raccolta differenziata devono finalmente tornare ai cittadini sotto forma di tariffe più basse oppure devono continuare a rimanere prevalentemente nelle disponibilità del gestore e trasformarsi in utili distribuiti ai Comuni soci, come avvenuto finora?

Ogni giorno i cittadini dedicano tempo, attenzione e lavoro alla raccolta differenziata. Da questo impegno derivano ricavi dai consorzi di filiera, minori costi di smaltimento e benefici economici che il sistema tariffario riconosce attraverso il cosiddetto fattore di sharing.

Eppure una parte importante di questo valore economico continua oggi a non tradursi in una riduzione delle bollette.

Noi riteniamo che sia arrivato il momento di cambiare impostazione.

Chi crea il valore deve esserne il primo beneficiario.

Per questo abbiamo chiesto ai Sindaci di esercitare pienamente il proprio ruolo di indirizzo e controllo, verificando attentamente il PEF proposto dal gestore e utilizzando tutti gli strumenti disponibili affinché la quota maggiore possibile dei benefici economici prodotti dalla raccolta differenziata venga restituita ai cittadini.

Abbiamo inoltre chiesto che venga verificato se ATO Toscana Centro disponga realmente delle risorse tecniche e professionali necessarie per svolgere in modo autonomo ed efficace i controlli che la legge le affida, perché non può esistere un controllo effettivo se il controllore non dispone degli strumenti necessari per svolgere il proprio compito.

Dopo anni in cui ai cittadini è stato chiesto di fare sempre di più, è arrivato il momento che anche il sistema faccia la propria parte.

Adesso la decisione è nelle mani dei Sindaci.

Di seguito il testo integrale della comunicazione inviata all’Assemblea di ATO Toscana Centro.

Oggetto: Approvazione del Piano Economico Finanziario (PEF) del gestore Alia – richiesta di destinare ai cittadini i benefici economici derivanti dalla raccolta differenziata

Egregio Sindaco,
nei prossimi giorni sarete chiamati, nell’Assemblea di ATO Toscana Centro, ad esprimervi sull’approvazione del Piano Economico Finanziario (PEF) del gestore Alia.

Si tratta di una decisione che inciderà direttamente sul costo del servizio rifiuti e, quindi, sulle bollette di centinaia di migliaia di famiglie e imprese del nostro territorio.

Per questo desideriamo sottoporvi una riflessione che riteniamo non solo opportuna, ma ormai non più rinviabile.

Ogni giorno i cittadini dedicano tempo, attenzione e lavoro alla raccolta differenziata, separano correttamente carta, vetro, plastica, metalli e organico, rispettano calendari sempre più articolati, conferiscono i rifiuti secondo regole sempre più puntuali e contribuiscono in maniera determinante a migliorare la qualità dei materiali avviati al riciclo. Questo impegno quotidiano genera un valore economico concreto.

I materiali raccolti in modo differenziato producono infatti ricavi attraverso i Consorzi di filiera (CONAI e altri sistemi di responsabilità estesa del produttore), riducono i costi di smaltimento, migliorano l’efficienza del sistema e sono valorizzati dal Metodo Tariffario ARERA anche attraverso il cosiddetto fattore di sharing. La domanda che oggi riteniamo doveroso porre è molto semplice.

A chi deve andare il valore economico prodotto dall’impegno dei cittadini?
Dal nostro punto di vista la risposta dovrebbe essere altrettanto semplice.
Ogni beneficio economico derivante dal miglioramento della raccolta differenziata — che si tratti dei ricavi CONAI, del fattore di sharing previsto da ARERA, della riduzione dei costi di trattamento e smaltimento o di altre efficienze gestionali — deve avere come destinazione prioritaria la riduzione della tariffa pagata dagli utenti.

È questo il principio sul quale si fonda qualsiasi sistema di tariffazione puntuale: responsabilizzare i cittadini affinché comportamenti più virtuosi producano un beneficio diretto anche sul piano economico. Purtroppo, nella pratica, questo principio oggi risulta applicato solo in parte.

Una quota significativa dei benefici economici prodotti dalla raccolta differenziata continua infatti a rimanere nella disponibilità del gestore, contribuendo ai risultati economici dell’azienda ed in utili per i soci anziché tradursi in una riduzione delle bollette di noi cittadini.

Comprendiamo perfettamente che il gestore, nella predisposizione del Piano Economico Finanziario, tenda legittimamente ad applicare la regolazione vigente nella modalità che ritiene più favorevole ai propri equilibri economici, come è naturale che ogni soggetto gestore persegua il proprio interesse nell’ambito delle regole esistenti, e proprio per questo diventa decisivo il ruolo dell’Assemblea dei Sindaci.

Il Piano Economico Finanziario non può essere considerato un documento da recepire automaticamente. È una proposta tecnica predisposta dal gestore che spetta all’Ente Territorialmente Competente verificare attentamente, valutare criticamente e, nei limiti consentiti dalla normativa vigente, orientare nell’interesse delle comunità rappresentate.

Sappiamo che la disciplina ARERA lascia margini di intervento su alcuni aspetti del fattore di sharing e sappiamo altresì che alcuni parametri sono definiti dalla regolazione nazionale.

Esistono perciò elementi che devono essere oggetto di una verifica puntuale da parte dell’ATO e dell’Assemblea dei Sindaci, a partire dalla corretta determinazione degli indicatori ambientali e dei parametri utilizzati per il calcolo del fattore di sharing, che non dovrebbero essere semplicemente recepiti sulla base delle elaborazioni predisposte dal gestore.

Se tali verifiche non vengono svolte con il massimo rigore, è inevitabile che il Piano Economico Finanziario continui a riproporre un’impostazione che tende a privilegiare il mantenimento dei benefici economici in capo al gestore e ai soci piuttosto che la loro restituzione agli utenti attraverso una riduzione delle tariffe.

Ed è proprio questo il punto che oggi riteniamo non sia più accettabile.

Negli ultimi anni ai cittadini è stato chiesto un impegno sempre maggiore: più raccolta differenziata, più attenzione ai conferimenti, più responsabilità individuale. I cittadini hanno risposto, hanno modificato le proprie abitudini, dedicato tempo e lavoro ad un servizio pubblico essenziale e contribuito concretamente al raggiungimento degli obiettivi ambientali.

Oggi però chiedono che anche il sistema faccia la propria parte. Non è più accettabile che il valore economico generato dal loro impegno venga percepito prevalentemente come una componente utile a migliorare gli equilibri economici del gestore e dei bilanci comunali dei soci, mentre le bollette continuano ad aumentare.

La raccolta differenziata non può trasformarsi in uno strumento attraverso il quale i cittadini lavorano gratuitamente per produrre ricavi destinati ad altri ma deve tornare ad essere ciò che i cittadini hanno sempre pensato che fosse: uno strumento per tutelare l’ambiente e, contemporaneamente, ridurre il costo del servizio.

Per queste ragioni chiediamo che l’Assemblea dei Sindaci eserciti pienamente il proprio ruolo di indirizzo e controllo.
In particolare chiediamo che:

• venga effettuata una verifica rigorosa, indipendente e documentata dei parametri utilizzati dall’ATO Toscana Centro per determinare il fattore di sharing e di tutti gli altri elementi che incidono sulla ripartizione dei benefici economici derivanti dalla raccolta differenziata, senza limitarsi a recepire i valori proposti dal gestore;
• venga utilizzato ogni margine consentito dalla regolazione ARERA affinché la quota maggiore possibile dei benefici economici prodotti dalla raccolta differenziata sia destinata a premiare gli utenti più virtuosi riducendo la tariffa a loro carico, anziché concorrere alla formazione degli utili del gestore;
• venga richiesto al gestore di predisporre, già a partire dal Piano Economico Finanziario in approvazione, una distribuzione dei benefici economici maggiormente orientata agli utenti, nel rispetto dello spirito della tariffazione corrispettiva;
• la quota di benefici economici eventualmente riconosciuta al gestore venga mantenuta a disposizione dell’azienda per investimenti, miglioramento del servizio, innovazione impiantistica e riduzione dei costi futuri, evitando che venga distribuita ai Comuni soci sotto forma di dividendi;
• venga assunto un impegno politico condiviso affinché ATO Toscana Centro promuova presso ARERA una revisione della disciplina del fattore di sharing, con l’obiettivo di affermare un principio semplice e facilmente comprensibile: più valore economico producono i cittadini attraverso una raccolta differenziata di qualità, maggiore deve essere il beneficio che ritorna loro sotto forma di riduzione della tariffa;
• venga verificato e reso pubblico se ATO Toscana Centro disponga attualmente di personale, competenze specialistiche, strumenti informativi, accesso ai dati e risorse economiche adeguati a controllare in modo effettivo e autonomo il PEF predisposto dal gestore, gli indicatori ambientali e i parametri che determinano il fattore di sharing;
• qualora emergesse un’insufficienza delle attuali dotazioni tecniche e organizzative, venga approvato con urgenza un programma di rafforzamento della struttura di ATO, attraverso nuove professionalità, strumenti di verifica indipendenti e procedure che garantiscano un controllo sostanziale, e non soltanto formale, delle proposte presentate dal gestore.

Questo ultimo aspetto è fondamentale. Un Ente Territorialmente Competente al quale sono attribuite funzioni di verifica, validazione, controllo e indirizzo deve essere posto nelle condizioni concrete di esercitarle. In assenza di personale sufficiente, competenze specialistiche, strumenti adeguati e pieno accesso ai dati, il rischio è che ATO sia costretta a dipendere dalle elaborazioni fornite dallo stesso soggetto che dovrebbe controllare.

Una situazione di questo tipo indebolirebbe la capacità di tutela dei cittadini e renderebbe inevitabilmente squilibrato il rapporto tra controllore e controllato. Non sarebbe sufficiente, quindi, chiedere verifiche più rigorose senza assicurare contestualmente ad ATO le risorse necessarie per svolgerle.

Spetta ai Sindaci, che compongono l’Assemblea e rappresentano i Comuni dell’ambito, accertare se questa capacità di controllo esista realmente e, qualora risulti insufficiente, intervenire immediatamente per rafforzarla. Non può essere accettato che decisioni capaci di incidere su centinaia di milioni di euro di costi del servizio e sulle bollette di centinaia di migliaia di utenti siano valutate da una struttura priva delle dotazioni necessarie per effettuare verifiche pienamente autonome.

Questa non è soltanto una questione tecnica, è una questione di equità, trasparenza e credibilità delle istituzioni, oltre che una questione di fiducia.

Per anni è stato chiesto ai cittadini di fare la propria parte. Oggi i cittadini hanno compreso come funziona il sistema e chiedono con forza che il valore economico generato dal loro impegno non venga più considerato principalmente una leva per migliorare i risultati economici del gestore a favore dei Comuni soci, ma una risorsa da restituire prioritariamente alle famiglie e alle imprese attraverso bollette più basse.

Non chiediamo privilegi. Chiediamo semplicemente che venga rispettato un principio di giustizia e di buon senso: chi crea il valore deve esserne il primo beneficiario.

Confidiamo quindi che, nell’imminente approvazione del Piano Economico Finanziario del gestore Alia, l’Assemblea dei Sindaci voglia esercitare fino in fondo il proprio ruolo istituzionale, verificando con il massimo rigore la proposta predisposta dal gestore, orientandola nell’interesse prioritario dei cittadini e assicurando ad ATO Toscana Centro tutte le risorse necessarie per svolgere pienamente e autonomamente le proprie funzioni di controllo.

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