EMPOLI, LA SICUREZZA DI TUTTI HA BISOGNO DELLA SOLIDARIETÀ DI TUTTA LA CITTÀ

🌊 RIDURRE IL RISCHIO ESISTENTE, NON CREARNE DI NUOVO.
Venerdi 9 ottobre, l’Unione Comitati Alluvionati ha presentato alla stampa, presso il Circolo ARCI di Ponzano, una proposta per affrontare in modo complessivo il rischio idraulico nel territorio empolese.
Il documento è stato trasmesso al Sindaco e alla Segreteria generale del Comune di Empoli, chiedendo che venga portato a conoscenza di tutta la Giunta e di tutti i consiglieri comunali.
La proposta contiene due richieste:
🔹 Un Piano straordinario e integrato per ridurre il rischio idraulico, prendendo spunto anche dall’esperienza avviata a Prato e coinvolgendo tutti gli enti competenti. Un percorso che parta dalla conoscenza dei problemi e arrivi a interventi concreti, finanziati e realizzati.
🔹 Lo stop alle nuove edificazioni nelle aree a rischio idraulico, cancellando le relative previsioni dal Piano Operativo Comunale. La priorità deve essere proteggere chi vive e lavora già nelle aree esposte a rischio.
❤️ MA QUESTA È SOPRATTUTTO UNA RICHIESTA DI SOLIDARIETÀ A TUTTA EMPOLI.
Chi ha vissuto un’alluvione conosce le conseguenze che può avere sulla vita delle persone, delle famiglie e delle attività economiche.
Ma la sicurezza del territorio non può essere una preoccupazione soltanto di chi è stato colpito direttamente.
È una responsabilità che riguarda l’intera comunità.
Per questo la proposta non vuole essere il documento di un singolo comitato o di un gruppo di cittadini, né pretende di avere già tutte le soluzioni.
Vuole offrire un metodo per cominciare ad affrontare insieme problemi complessi, trasformando conoscenze e criticità in priorità, progetti, finanziamenti e opere.

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ALLAGAMENTI: SE SERVE UNIONE, AL TAVOLO CI SIANO ANCHE I CITTADINI

Giovedì saremo in strada insieme ai commercianti e lanciamo fin da ora un appello a tutta la cittadinanza: partecipiamo tutti, non soltanto chi è stato direttamente colpito dagli allagamenti, ma tutti, perché questo è il momento della solidarietà, quella vera, di una comunità che di fronte a un problema che riguarda la sicurezza di alcuni più di altri sceglie comunque di essere unita e solidale.

 

Abbiamo accolto con favore l’intenzione dell’Amministrazione comunale di aprire un tavolo di confronto con i commercianti dopo gli allagamenti del 17 settembre.

 

È giusto ascoltare chi ha subito danni, chi lavora sul territorio e chi chiede risposte concrete, ed è altrettanto giusto, come afferma oggi la stessa Amministrazione, cercare «impegni chiari e misurabili» e costruire un tavolo permanente.

 

Ma proprio per questo non possiamo nascondere una profonda amarezza.

 

Da molto tempo i cittadini (che si sono anche riuniti in appositi Comitati) chiedono ascolto, confronto e risposte sui problemi degli allagamenti, della rete di smaltimento delle acque, della manutenzione e della sicurezza del territorio.

Lo abbiamo fatto dopo gli eventi alluvionali, negli incontri pubblici, nelle commissioni, attraverso osservazioni, segnalazioni e richieste rivolte all’Amministrazione, eppure una proposta di un tavolo permanente con i cittadini non è mai arrivato. Continue reading “ALLAGAMENTI: SE SERVE UNIONE, AL TAVOLO CI SIANO ANCHE I CITTADINI” →

EMPOLI È DI NUOVO SOTT’ACQUA ADESSO BASTA

Agli alluvionati serve la solidarietà di tutta la città. Dall’Amministrazione comunale servono urgentemente nuove scelte.

Ancora una volta Empoli si è allagata, strade, sottopassi, attività economiche, garage e abitazioni ancora una volta le stesse famiglie hanno guardato l’acqua salire aspettando di capire se sarebbe entrata in casa e nelle loro attività.

Oggi sono caduti 75 millimetri di pioggia in mezz’ora, è un fenomeno meteorologico molto intenso, ma ciò che non possiamo più considerare eccezionale è che ad ogni pioggia intensa parti della nostra città vadano in crisi.

Dopo gli eventi del 2019, del novembre 2023, del marzo 2025 e quelli successivi, fino ad oggi, non possiamo continuare ad affrontare ogni allagamento come se fosse un episodio isolato attribuibile ad un evento eccezionale accompagnato ogni volta da comunicati quasi giornalieri su allerta meteo che non giustificano i disagi per mancato intervento del comune per adeguamenti strutturali necessari, ma segnalano una nuova normalità.

Il problema ormai è strutturale e come tale deve essere affrontato.

E non è soltanto un problema di sicurezza, e anche un enorme problema economico.

Ogni allagamento significa danni alle abitazioni, alle attività commerciali e artigianali, alle imprese, all’agricoltura e al sistema produttivo locale. Significa giornate di lavoro perse, merci e attrezzature da buttare, locali da ripristinare, raccolti danneggiati, e poi arrivano i costi sostenuti dalla collettività: emergenza, soccorsi, ripristini, raccolta e smaltimento dei materiali alluvionati, contributi e ristori pubblici. Continue reading “EMPOLI È DI NUOVO SOTT’ACQUA ADESSO BASTA” →

CARMIGNANO – SABATO 19 SETTEMBRE, ORE 10

Quanto paghiamo per i rifiuti? La tariffa che paghiamo corrisponde davvero a un servizio efficiente? E premia realmente chi produce meno rifiuti e differenzia di più?

Da queste domande nasce il tavolo di lavoro dedicato alla nuova tariffazione TARIC/TARIP e al metodo tariffario ARERA, con l’obiettivo di entrare nel merito dei costi, dei criteri con cui vengono costruite le tariffe e dell’efficienza complessiva del modello di gestione.
Il Comune di Carmignano, insieme a Zero Waste Italy, Centro di Ricerca Rifiuti Zero e Comitato Trasparenza per Empoli, promuove un incontro pubblico per confrontare il sistema attuale con modelli e alternative capaci di ridurre i costi, migliorare il servizio e aumentare la raccolta differenziata.
Un principio semplice sarà al centro del confronto:
chi produce meno rifiuti deve pagare meno.
Chi produce di più deve sostenere un costo proporzionato.
Perché una tariffa non deve limitarsi a coprire i costi: deve anche permetterci di capire se quei costi sono efficienti, se il servizio ricevuto è adeguato e se il sistema incentiva davvero la riduzione dei rifiuti.
📅 Sabato 19 settembre 2026 – ore 10:00
📌 Sala Consiliare – Piazza V. Emanuele II, 3, Carmignano

👉 Incontro pubblico aperto a cittadini, amministratori, associazioni di categoria, comitati e operatori del settore.

MULTIUTILITY: IL PROBLEMA È QUELLO CHE È STATO FATTO, NON QUELLO CHE È STATO INTERROTTO

I problemi che oggi stanno emergendo in Plures e Alia sono il risultato di quello che è stato fatto, non di quello che è stato interrotto. Per questo lasciano davvero sconcertati gli interventi di questi giorni. Da Forza Italia Erica Mazzetti torna sostanzialmente a indicare nell’abbandono del progetto originario e nello stop alla quotazione in Borsa la causa dei problemi della Multiutility, dal PD Marta Logli riapre invece la strada agli impianti di incenerimento e Matteo Biffoni rilancia immediatamente, definendo un nuovo impianto «il tassello fondamentale per chiudere il ciclo dei rifiuti» e ricordando che questa è la posizione che sostiene «da sempre».

Ed è proprio questo il problema: non si può presentare oggi come soluzione ciò che Biffoni sostiene “da sempre” senza prima verificare se proprio quel modello, costruito negli anni passati, abbia contribuito a produrre i problemi economici, gestionali e tariffari che oggi cittadini e imprese stanno pagando.

Non è una questione di destra o di sinistra, da schieramenti diversi sta riemergendo la stessa impostazione che ha accompagnato la costruzione della Multiutility: grande aggregazione societaria orientata alla quotazione in Borsa e nuovi impianti di Continue reading “MULTIUTILITY: IL PROBLEMA È QUELLO CHE È STATO FATTO, NON QUELLO CHE È STATO INTERROTTO” →

MONTALE: CINQUE PAURE PER CONVINCERCI CHE SERVE L’INCENERITORE. MA SONO VERE?

Come molti di voi anche io ho ascoltato l’intervento sull’inceneritore dell’assessore all’ambiente di Montale Alessio Guazzini.

Ha elencato cinque conseguenze della sua chiusura.

Voglio partire dall’ultima, perché è di una gravità enorme.

Guazzini ha detto che senza l’inceneritore sul territorio non avremo più la certezza della raccolta porta a porta, degli ingombranti, dei pannoloni, dello svuotamento dei cestini e persino degli abbandoni. 

Fermiamoci.

Su quale base viene fatta un’affermazione del genere?

Alia ha un Contratto di servizio e deve GARANTIRE i servizi che le sono affidati. La presenza dell’inceneritore di Montale non risulta essere In nessun modo la condizione per raccogliere i pannoloni, gli ingombranti o i rifiuti davanti alle nostre case.

Quindi qui servono spiegazioni.

Dire ai cittadini che senza l’inceneritore potrebbe non essere più garantita persino la raccolta dei loro rifiuti, senza indicare alcuna base contrattuale, non è informazione: significa creare allarme utilizzando la paura che un servizio pubblico essenziale possa non essere più garantito.

Se esiste un documento che giustifica questa affermazione, Guazzini lo renda pubblico.

Se non esiste, credo abbia il dovere di correggere pubblicamente quello che ha detto e con urgenza.

SECONDA AFFERMAZIONE: «LE BOLLETTE AUMENTERANNO SICURAMENTE»

Anche qui: dove sono i conti?

Mandare i rifiuti fuori costa, ma costruire un nuovo inceneritore non è gratis.

Progetto, costruzione e finanziamento vanno pagati da noi, l’impianto va gestito e ogni tonnellata conferita continuerà ad avere un costo di trattamento che pagheremo noi, e tutto questo, alla fine, entra nel sistema che paghiamo sempre e solo noi.

Guazzini usa la parola «sicuramente» parlando dell’aumento delle bollette, allora che mostri i numeri se li ha: quanto costa complessivamente esportare? Quanto costa costruire, finanziare, gestire e utilizzare il nuovo impianto per decenni?

E soprattutto aggiungiamo nella discussione lo scenario che continua a rimanere fuori: quanto risparmieremo invece riducendo drasticamente il rifiuto residuo?

Pistoia produce circa 246 chili di rifiuto residuo per abitante. Lucca circa 123: la metà.

Prima portiamo chi produce troppo residuo verso i risultati di chi ne produce già molto meno.

Poi rifacciamo i conti e vediamo quanto incenerimento serve davvero e quanto abbiamo risparmiato in smaltimento e trasporti vari.

TERZA AFFERMAZIONE: LA BONIFICA

Guazzini pone una domanda legittima: quanto costerà bonificare l’area?

Ma la risposta non può essere: siccome non sappiamo quanto costa risanare un sito compromesso da cinquant’anni di attività, continuiamo a utilizzarlo per altri cinquanta.

Se esiste un problema ambientale va affrontato!

Rimandarlo significa consegnarlo alle generazioni successive, potenzialmente aggravato e con costi sanitari ed economici ancora maggiori. Continue reading “MONTALE: CINQUE PAURE PER CONVINCERCI CHE SERVE L’INCENERITORE. MA SONO VERE?” →

MONTALE: PRIMA DELL’INCENERITORE GUARDIAMO CHI HA CREATO IL PROBLEMA

Sulla necessità di ampliare l’inceneritore di Montale, prima di ascoltare i sindaci che oggi ci spiegano quale sarebbe la soluzione tecnicamente giusta, guardiamo a chi ha creato il problema e ricordiamoci una cosa emersa chiaramente in assemblea ATO Toscana Centro:

per anni i Comuni proprietari NON hanno esercitato su Alia il controllo e l’indirizzo che ci si aspetterebbe dai proprietari di una società a partecipazione pubblica e oggi ne paghiamo tutti le conseguenze.

Alia doveva fornire ad ATO dati e programmazione necessari per il periodo 2026-2029.

ATO li ha chiesti nel settembre 2025.

Ha sollecitato Alia a ottobre.

Di nuovo a dicembre.

Ancora a gennaio.

Fino ad arrivare, il 27 gennaio 2026, a una contestazione formale per mancato invio della documentazione, richiamando una violazione del Contratto di servizio.

Quindi oggi una domanda è inevitabile:

con quali elementi questi sindaci possono sostenere che ampliare Montale sia tecnicamente la scelta giusta, se la loro stessa società responsabile della gestione e realizzazione degli investimenti non ha fornito per mesi nemmeno tutta la programmazione necessaria all’ente che deve verificarla?

Avendo assistito personalmente alla assemblea ATO, dopo tutto quello che ho sentito in quella sede e in questi giorni, la mia personale opinione è che questi sindaci non hanno nessun elemento concreto che giustifichi l’ipotesi dell’ampliamento.

E a dimostrazione di questo la situazione è ancora più grave.

ATO ha rilevato investimenti fatti da Alia che non erano stati preventivamente sottoposti alla necessaria valutazione, il principio scritto dall’Autorità è chiarissimo: la programmazione deve essere una valutazione preventiva, non una semplice presa d’atto dopo che il gestore ha già deciso e speso, e con Montale si sta ripetendo lo stesso schema con attori diversi.

E mentre succedeva tutto questo, i sindaci che consentivano questo comportamento di Alia erano i proprietari stessi di Alia tra i quali alcuni di loro in assemblea hanno addirittura chiesto ad ATO di essere maggiormente coinvolti nelle future decisioni sugli investimenti, e questo è il paradosso: Continue reading “MONTALE: PRIMA DELL’INCENERITORE GUARDIAMO CHI HA CREATO IL PROBLEMA” →

PSI APPROVATO, MA SUL RISCHIO IDRAULICO RESTA UNA CONTRADDIZIONE: PRIMA DEL POC SERVE UNA COMMISSIONE CONSILIARE

Il PSI è stato approvato, ma prima dell’approvazione definitiva del Piano Operativo chiediamo una Commissione consiliare specificamente dedicata al rischio idraulico delle previsioni urbanistiche contenute nel POC.

È necessario verificare pubblicamente, previsione per previsione, la loro coerenza con quanto lo stesso Consiglio Comunale ha approvato nel DUP, non si può affermare che nelle aree a rischio idraulico non si costruisce e contemporaneamente mantenere nel Piano Operativo trasformazioni proprio in aree caratterizzate da alta pericolosità e vulnerabilità idraulica.

L’approvazione del Piano Strutturale Intercomunale non chiude quindi la discussione.

Uno strumento urbanistico può essere innovativo per metodo, struttura e procedure, ma questo non certifica automaticamente la bontà di tutte le scelte che contiene.

Dietro le dichiarazioni sulla sostenibilità rimane infatti una realtà concreta: centinaia di migliaia di metri quadrati destinati a nuove edificazioni e trasformazioni, con nuovo suolo sottratto ad aree verdi e agricole spesso soggette a rischio idraulico.

E c’è un elemento ancora più difficile da comprendere: nel percorso che ha portato dalla prima proposta all’approvazione del PSI, le nuove edificazioni sono aumentate mentre la quota di riuso dell’esistente è diminuita.

Questo dopo anni di osservazioni, pareri, valutazioni ambientali e modifiche, mentre gli stessi documenti del Piano richiamano tutela del suolo, adattamento ai cambiamenti climatici e contenimento del consumo di nuovo territorio per contenimento del rischio idraulico.

Non basta scrivere che bisogna consumare meno suolo se, alla fine del percorso, aumenta ciò che si prevede di costruire sul nuovo e diminuisce ciò che si recupera dell’esistente.

Ma la contraddizione più grave riguarda il rischio idraulico.

Nel DUP approvato dal Consiglio Comunale è stato scritto che il PSI individua con scrupolosa attenzione le aree soggette a rischio idraulico e che il POC non prevede interventi in tali aree, richiamando espressamente il caso di Ponzano.

Il problema è che, sovrapponendo le previsioni del Piano Operativo alla cartografia idraulica, risultano trasformazioni urbanistiche in aree interessate da pericolosità idraulica, comprese aree P2 e P3, oltre a previsioni interessate da magnitudo severa o molto severa.

Se il principio approvato nel DUP vale per Ponzano, deve essere applicato con lo stesso criterio a Pagnana, Serravalle-Cortenuova, Santa Maria, Pozzale, Castelluccio, Ponte a Elsa e a tutte le altre previsioni interessate dal rischio idraulico.

Non chiediamo rassicurazioni, chiediamo una verifica pubblica e trasparente.

PRIMA DELL’APPROVAZIONE DEL POC SERVE UNA COMMISSIONE CONSILIARE: DOVE C’È RISCHIO IDRAULICO NON SI COSTRUISCE

Non siamo noi oggi a chiedere all’Amministrazione di assumere un nuovo principio, quel principio è già stato scritto e approvato dal Consiglio Comunale nel DUP:

«il Piano Strutturale Intercomunale (PSI) individua con scrupolosa attenzione le aree soggette a rischio idraulico e il Piano Operativo Comunale (POC) non prevede interventi in tali aree. Si riporta il caso dell’area dell’abitato di Ponzano tra FiPiLi e Via dell’Olivo.»

È un’affermazione netta, un impegno preso verso gli abitanti alluvionati che chiediamo venga rispettato.

Non dice che nelle aree a rischio si potrà costruire dopo ulteriori valutazioni, realizzando opere di mitigazione, compensazione o Continue reading “PSI APPROVATO, MA SUL RISCHIO IDRAULICO RESTA UNA CONTRADDIZIONE: PRIMA DEL POC SERVE UNA COMMISSIONE CONSILIARE” →

La Toscana ha davvero bisogno di nuovi inceneritori? Analisi e numeri

Alessandro Tomasi ha ragione su una cosa: la Toscana usa ancora troppo le discariche, trasporta troppi rifiuti fuori regione e questo ha un costo per i cittadini.

Ma poi arriva alla conclusione sbagliata: costruire nuovi inceneritori.

Nel nostro video spieghiamo perché il problema non è quanti inceneritori abbiamo, ma quanti rifiuti residui continuiamo a produrre.

Oggi in Toscana produciamo circa 187 kg di rifiuto residuo per abitante all’anno. Eppure esistono già realtà toscane e italiane che dimostrano che si può fare molto meglio.

📍 Lucca, città turistica con oltre 600 kg di rifiuti prodotti per abitante, grazie a una raccolta differenziata superiore all’80% scende a circa 123 kg di residuo per abitante.

📍 In territori ancora più virtuosi si scende sotto gli 80 kg per abitante.

Applicando questi modelli alla Toscana, il rifiuto residuo potrebbe ridursi da circa 685 mila tonnellate a poco più di 330 mila tonnellate all’anno: oltre il 50% in meno, e con impianti moderni di recupero della materia si potrebbe ridurre ulteriormente fino a circa 200 mila tonnellate.

Questo significa una cosa molto semplice: prima di parlare di nuovi inceneritori bisognerebbe parlare di come produrre meno rifiuti e recuperare meglio quelli che già produciamo.

C’è poi un’altra questione che nel dibattito viene spesso dimenticata.

I costi dei trasporti esistono, ma costruire nuovi inceneritori costa centinaia di milioni di euro e quei costi finiscono nelle bollette pagate dai cittadini.

Noi non teniamo né per la destra né per la sinistra, siamo cittadini come voi, e proprio per questo giudichiamo le proposte dai risultati e non dal colore politico di chi le presenta.

La situazione attuale è il risultato di decisioni prese negli anni da amministratori di destra e di sinistra, per questo crediamo che servano idee nuove, non la riproposizione delle stesse ricette che ci hanno portato fin qui.

Guardate il video e fatevi un’opinione sui dati.

#Rifiuti #Toscana #Inceneritori #EconomiaCircolare #TariffaRifiuti #Multiutility #Ambiente #TrasparenzaPerEmpoli

Approvazione del nuovo Piano Economico Finanziario (PEF) di Alia

Assieme agli altri comitati dell’Unione dei Cittadini TARIC si ma non così abbiamo inviato ai Sindaci di ATO Toscana Centro una richiesta chiara e precisa in vista dell’approvazione del nuovo Piano Economico Finanziario (PEF) di Alia.

Nei prossimi giorni i Sindaci saranno chiamati a decidere una questione che riguarda direttamente le bollette di centinaia di migliaia di cittadini.

La domanda è semplice:

i benefici economici prodotti dalla raccolta differenziata devono finalmente tornare ai cittadini sotto forma di tariffe più basse oppure devono continuare a rimanere prevalentemente nelle disponibilità del gestore e trasformarsi in utili distribuiti ai Comuni soci, come avvenuto finora?

Ogni giorno i cittadini dedicano tempo, attenzione e lavoro alla raccolta differenziata. Da questo impegno derivano ricavi dai consorzi di filiera, minori costi di smaltimento e benefici economici che il sistema tariffario riconosce attraverso il cosiddetto fattore di sharing.

Eppure una parte importante di questo valore economico continua oggi a non tradursi in una riduzione delle bollette.

Noi riteniamo che sia arrivato il momento di cambiare impostazione.

Chi crea il valore deve esserne il primo beneficiario.

Per questo abbiamo chiesto ai Sindaci di esercitare pienamente il proprio ruolo di indirizzo e controllo, verificando attentamente il PEF proposto dal gestore e utilizzando tutti gli strumenti disponibili affinché la quota maggiore possibile dei benefici economici prodotti dalla raccolta differenziata venga restituita ai cittadini.

Abbiamo inoltre chiesto che venga verificato se ATO Toscana Centro disponga realmente delle risorse tecniche e professionali necessarie per svolgere in modo autonomo ed efficace i controlli che la legge le affida, perché non può esistere un controllo effettivo se il controllore non dispone degli strumenti necessari per svolgere il proprio compito.

Dopo anni in cui ai cittadini è stato chiesto di fare sempre di più, è arrivato il momento che anche il sistema faccia la propria parte.

Adesso la decisione è nelle mani dei Sindaci.

Di seguito il testo integrale della comunicazione inviata all’Assemblea di ATO Toscana Centro.

Oggetto: Approvazione del Piano Economico Finanziario (PEF) del gestore Alia – richiesta di destinare ai cittadini i benefici economici derivanti dalla raccolta differenziata

Egregio Sindaco,
nei prossimi giorni sarete chiamati, nell’Assemblea di ATO Toscana Centro, ad esprimervi sull’approvazione del Piano Economico Finanziario (PEF) del gestore Alia.

Si tratta di una decisione che inciderà direttamente sul costo del servizio rifiuti e, quindi, sulle bollette di centinaia di migliaia di famiglie e imprese del nostro territorio.
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