Se il Comune non risponde, il dialogo deve andare avanti: incontro diretto con Zignago

Sono passati mesi e il confronto tra Comune e azienda non è avvenuto e il dialogo con la cittadinanza è rimasto fermo.
Noi non possiamo accettarlo.
Per questo abbiamo inviato una nuova richiesta a Zignago Vetro:
la mancanza di iniziativa da parte delle istituzioni non può e non deve bloccare il dialogo tra chi condivide lo stesso territorio.
Siamo a poche centinaia di metri eppure oggi ciò che viene fatto – o non fatto – crea distanza. Noi vogliamo ridurla con il dialogo, con il confronto, con responsabilità.
👉 Di seguito il testo integrale della richiesta inviata:
Spettabile Zignago Vetro S.p.A.,
facciamo seguito alle precedenti comunicazioni intercorse e, in particolare, alla Vostra nota del 12 gennaio 2026, con la quale avevate manifestato disponibilità ad avviare un confronto con la cittadinanza, subordinandolo a un preliminare passaggio con l’Amministrazione comunale di Empoli.
A distanza di tempo, prendiamo atto che tale confronto tra Amministrazione e azienda non risulta ancora avvenuto e che, di conseguenza, anche il dialogo diretto con la cittadinanza è rimasto sospeso.
Riteniamo tuttavia che la mancanza di iniziativa o di riscontro da parte delle istituzioni non possa e non debba rappresentare un ostacolo al dialogo tra comunità che condividono lo stesso territorio.
Fisicamente sono poche centinaia di metri a separarci, è invece ciò che viene fatto – o non fatto – a determinare la reale distanza o vicinanza tra le parti, in termini di intenti, di fiducia e di rispetto reciproco dei diritti e dei bisogni.
Ad oggi, il comportamento difficilmente comprensibile dell’Amministrazione comunale ha come unico effetto quello di creare una distanza tra i rappresentanti di via Giuseppe del Papa e la comunità abitativa e imprenditoriale di Empoli Ovest, ritenendo che questa distanza non sia nell’interesse di nessuno.
Per questo motivo, riteniamo necessario e opportuno superare questa fase di stallo e procedere comunque con un incontro diretto tra la Vostra azienda e una delegazione della cittadinanza.
L’obiettivo è quello di avviare un confronto serio e costruttivo sui temi già oggetto delle nostre precedenti comunicazioni – tra cui il monitoraggio della qualità dell’aria, l’ammodernamento degli impianti e l’impatto territoriale dello sviluppo produttivo – al fine di costruire un quadro condiviso, fondato su trasparenza, conoscenza e fiducia reciproca.

Continue reading “Se il Comune non risponde, il dialogo deve andare avanti: incontro diretto con Zignago”

DATI UFFICIALI: la Toscana è la regione più esposta al rischio alluvioni in Italia

Ci sono momenti in cui smette di essere una battaglia di opinioni e diventano i dati a parlare.

Fino a 333 milioni di euro di danni ogni anno solo da alluvioni

La Piana fiorentina tra le aree più vulnerabili

527 milioni di euro l’anno di danni complessivi da eventi naturali

Patrimonio esposto: 924 miliardi di euro

Fonte: Natural Risk Index – Unipol 

 

In questi giorni sono stati diffusi i risultati del Natural Risk Index – Unipol, uno studio basato su dati ufficiali (Istat, catasto, modelli assicurativi internazionali), quindi non una presa di posizione politica, ma una fotografia oggettiva del rischio.

E cosa dice questa fotografia?

Dice che la Toscana è la regione più esposta in Italia al rischio alluvioni, con danni stimati fino a 333 milioni di euro ogni anno, più di terremoti e tempeste. Dice che la piana fiorentina è tra le aree più vulnerabili, proprio il territorio in cui viviamo, tra Firenze, Prato, Pistoia… e quindi anche Empoli dove ben il 18% degli abitanti vive in zone a pericolosità elevata e molto elevata.

 

E allora la domanda diventa inevitabile: se questo è il quadro reale, documentato e certificato da ogni parte e istituto possibile, perchè a Empoli si sta facendo di tutto per costruire in zone con alto rischio idraulico? Perché qui non siamo più nel campo delle interpretazioni, siamo nel campo delle responsabilità!

Da una parte abbiamo studi autorevoli che ci dicono che il rischio è già altissimo e che l’impatto economico e sociale è enorme – centinaia di milioni ogni anno, oltre mezzo miliardo considerando tutti gli eventi naturali, tutti soldi che ricadono sulle tasche di noi cittadini.

Dall’altra continuiamo a vedere scelte urbanistiche che vanno nella direzione opposta: nuovo consumo di suolo, nuove superfici impermeabili, nuove edificazioni anche in contesti già fragili dove il rischio idraulico è certificato come alto.

E questo non lo diciamo solo noi, gli stessi uffici regionali hanno scritto chiaramente che queste previsioni aumentano l’impermeabilizzazione del territorio e quindi espongono a rischi maggiori legati ai cambiamenti climatici e gli studi tecnici sul POC evidenziano un arretramento evidente: meno opere strutturali di messa in sicurezza, meno visione complessiva, più affidamento a Continue reading “DATI UFFICIALI: la Toscana è la regione più esposta al rischio alluvioni in Italia”

Empoli, un anno dopo l’alluvione: incontro pubblico a Ponzano per fare chiarezza e chiedere risposte

A oltre un anno dall’alluvione del marzo 2025, il gruppo Comitato Alluvionati 14 Marzo assieme ai comitati di Carraia, San Martino-Serravalle e Trasparenza per Empoli organizza un incontro pubblico aperto a tutta la cittadinanza e invita formalmente l’Amministrazione comunale affinché partecipi al confronto con i cittadini.
L’appuntamento è fissato per Giovedi 16 aprile ore 21:00 alla Casa del Popolo di Ponzano (Circolo Arci).

📅 Giovedi 16 aprile
🕘 Ore 21:00
📍 Casa del Popolo – Ponzano (Circolo ARCI)

A dodici mesi da uno degli eventi più gravi che hanno colpito il nostro territorio, il bilancio resta fortemente critico, il tempo trascorso avrebbe dovuto portare a interventi concreti di messa in sicurezza, ma ciò che si è visto finora si limita a operazioni superficiali che non affrontano le cause strutturali del rischio. La riapertura di tombini rimasti per anni sepolti sotto l’asfalto non rappresenta una soluzione, ma il segno evidente di una cura e manutenzione del territorio carente e tardiva.

Il problema principale resta la mancanza di opere strutturali e di una pianificazione adeguata, a questo si aggiunge un elemento ancora più grave: si continua a prevedere nuove edificazioni proprio in aree dove l’alluvione ha già mostrato con chiarezza tutte le fragilità del territorio. Invece di intervenire per ridurre il rischio esistente, si insiste su un modello che si limita a “mitigare” il nuovo rischio che si va a creare, con l’unico obiettivo massimo di non peggiorare la situazione.

Ma oggi non è più sufficiente evitare di peggiorare: è necessario migliorare, è necessario ridurre il rischio già presente e mettere davvero in sicurezza il territorio, senza continuare a sprecare tempo e risorse in soluzioni parziali. La domanda resta inevitabile: se un evento simile si ripetesse oggi, saremmo davvero pronti ad affrontarlo?
L’incontro del 16 aprile nasce proprio con questo obiettivo: informare, confrontarsi e costruire consapevolezza. Durante la serata interverranno Gordon Baldacci meteorologo, Daniela Poli professoressa ordinaria di Tecnica e pianificazione urbanistica e Marco Cardone del Comitato Trasparenza per Empoli, con la conduzione del giornalista Marco Mainardi di CLEBS. Attraverso i loro contributi verranno affrontati i temi dell’evoluzione dei fenomeni meteorologici, dell’utilizzo e della trasformazione del territorio e delle politiche urbanistiche che incidono direttamente sul livello di rischio.

Senza interventi concreti e senza un cambio di direzione nella pianificazione, il territorio resta esposto e i cittadini continuano a vivere in una condizione di rischio che non può più essere accettata.
È passato troppo tempo ormai e senza interventi concreti restiamo esposti al rischio, la prevenzione deve diventare una priorità reale.

A PIÙ DI UN ANNO DALL’ALLUVIONE: SOLO MAQUILLAGE, NESSUNA SICUREZZA.

Comitato Alluvionati 14 Marzo

INCONTRO PUBBLICO 16 APRILE A PONZANO

È passato ormai più di un anno da quel tragico marzo 2025. Un periodo lungo, segnato dal fango asciugato sulle pareti e da ferite che non si rimarginano, ma soprattutto da promesse che restano vane.

Cosa è stato fatto concretamente per proteggere le nostre case? La risposta è amara: ci siamo dovuti accontentare di semplici operazioni di maquillage al sistema fognario. Interventi di facciata che non toccano minimamente i problemi strutturali del nostro territorio.

Assistere alla liberazione di tombini che erano stati letteralmente sepolti sotto l’asfalto è la prova schiacciante di un’incuria cronica. Non è “messa in sicurezza”: è solo il tentativo tardivo di rimediare a una manutenzione che per anni è stata inesistente.

Mancano gli interventi strutturali. Manca un piano serio per mitigare il rischio idrogeologico.

Proprio in queste settimane abbiamo visto la furia del meteo colpire duramente la costa adriatica, a conferma che marzo è ormai un mese destinato a generare catastrofi sempre più frequenti. La domanda però resta, gelida: cosa sarebbe successo se la sorte avesse deciso di ripresentare il conto proprio qui da noi? Saremmo stati in grado di reggere l’urto o ci saremmo ritrovati, ancora una volta, con le strade alluvionate?

Per discutere di tutto questo e non abbassare la guardia, vi invitiamo a un incontro pubblico:

Dove: Casa del Popolo (Ponzano) Quando: 16 Aprile Ore 21.00

Insieme a tre ospiti esperti, analizzeremo il quadro della situazione sotto diversi punti di vista:

  • Andamento del meteo: per capire come stanno cambiando i fenomeni che ci minacciano.
  • Sfruttamento del territorio: un’analisi sull’uso della nostra risorsa più preziosa.
  • Politiche di cementificazione: riflessioni sulle scelte comunali che aumentano il rischio.

La verità è che senza opere definitive siamo ostaggi del caso. Esigiamo che la prevenzione diventi una priorità reale. Vi aspettiamo per fare sentire la nostra voce.

È passato più di un anno. Non resteremo in silenzio davanti all’immobilismo.

Empoli e l’Arno significano convivenza con il rischio

Anche i ragazzi lo hanno capito, la storia del nostro territorio parla chiaro:

Empoli e l’Arno significano convivenza con il rischio.

Non è una scoperta di oggi.

Non è un evento “eccezionale”.

È una fragilità strutturale che esiste da sempre.

Lo racconta bene questo articolo de La Nazione

E allora la domanda è semplice: come è possibile continuare a pianificare nuove edificazioni in un territorio che sappiamo essere fragile?

Se perfino i ragazzi comprendono questa realtà, diventa ancora più grave che chi deve decidere continui a ignorarla.

📍 Non si tratta di essere contro lo sviluppo

📍 si tratta di essere dalla parte della sicurezza

Perché oggi la vera priorità non è costruire di più, ma ridurre il rischio.

Dove c’è rischio, non si costruisce, Si mette in sicurezza.

EMPOLI: POC, MAGNITUDO IDRAULICA E RISCHIO ALLUVIONI

in un precedente video abbiamo mostrato come l’amministrazione comunale abbia dichiarato pubblicamente che nel nuovo Piano Operativo Comunale non sono previste edificazioni in aree a rischio idraulico.

Abbiamo però mostrato le tavole ufficiali e dimostrato che alcune previsioni edificatorie ricadono in aree classificate P3 dal Piano di Gestione del Rischio Alluvioni, cioè a pericolosità elevata Dopo quel video l’amministrazione ha risposto nelle commissioni e in Consiglio Comunale affermando che per loro il riferimento non sarebbe il Piano Gestione Rischio Alluvioni a cui abbiamo fatto riferimento nel primo video, ma la magnitudo idraulica che indica altezza e velocità dell’acqua in una zona.

Il vicesindaco Mennuti ha dichiarato nel Consiglio Comunale del 5 marzo che la magnitudo idraulica costituisce il vincolo sovraordinato ad ogni scelta urbanistica e che ogni nuova previsione di trasformazione è stata ammessa esclusivamente solo laddove la magnitudo è risultata moderata. Questa affermazione è già di per sé problematica. Perché il Piano Gestione Rischio Alluvioni è un piano sovraordinato che viene da leggi europee e statali, mentre la magnitudo è uno strumento tecnico introdotto dalla normativa regionale, quindi il punto non è solo tecnico, è anche di gerarchia.

Ma prima ancora di entrare nel merito delle norme, c’è una domanda molto semplice: È vero che nel POC non ci sono previsioni in aree con magnitudo severa o molto severa? Le tavole smentiscono questa affermazione, quindi guardiamo le tavole ufficiali.

Nelle tavole che abbiamo appena visto emergono chiaramente previsioni urbanistiche che ricadono in aree con magnitudo severa o molto severa in piena contraddizione con quanto detto dall’amministrazione e che devono essere quindi stralciate. Questo significa che le dichiarazioni fatte in Consiglio non sono coerenti con i documenti tecnici del piano, sono le stesse tavole del piano che lo dimostrano. Riassumendo. Continue reading “EMPOLI: POC, MAGNITUDO IDRAULICA E RISCHIO ALLUVIONI”

Castelluccio – Centralina aria e ammodernamento forni: la cittadinanza chiede dialogo, ma l’incontro tra Comune e Zignago non c’è ancora stato

Sono passati due mesi dalla risposta con cui Zignago Vetro, in data 12 gennaio 2026, comunicava al Comitato Trasparenza per Empoli la disponibilità ad avviare un confronto con la cittadinanza, precisando però la necessità di un preventivo confronto con l’Amministrazione comunale di Empoli prima di fissare l’incontro richiesto.

Ad oggi, a quanto risulta, questo confronto tra Comune e azienda non è ancora avvenuto e nel frattempo la richiesta di incontro avanzata dalla cittadinanza resta sospesa.

La proposta del Comitato – sostenuta anche da una raccolta firme – riguarda alcuni punti molto concreti relativi allo sviluppo del polo produttivo del Castelluccio:

  • l’installazione di una centralina per il monitoraggio della qualità dell’aria, da affidare alla gestione di ARPAT, in modo da disporre di dati reali sul territorio prima dell’accensione del nuovo forno;
  • un programma progressivo di ammodernamento dei forni, che permetta di aggiornare gli impianti alle migliori tecnologie disponibili garantendo allo stesso tempo la continuità produttiva;
  • una diversa disposizione dei nuovi capannoni, con sviluppo nord-sud, per ridurre l’impatto sugli abitati e preservare la fascia di rispetto.

Si tratta di proposte costruttive, pensate per tenere insieme sviluppo industriale, tutela ambientale e qualità della vita dei residenti.

Proprio per questo sorprende che, dopo due mesi, non sia stato ancora possibile svolgere un semplice incontro preliminare tra Comune e azienda, necessario – secondo quanto indicato dalla stessa Zignago – per poter aprire il confronto con la cittadinanza.

Chi vive questo territorio conosce bene i tempi di attesa che questa amministrazione riserva spesso alle questioni sollevate dai cittadini, ma in questo caso la situazione sta assumendo contorni che Continue reading “Castelluccio – Centralina aria e ammodernamento forni: la cittadinanza chiede dialogo, ma l’incontro tra Comune e Zignago non c’è ancora stato”

Lunedì 9 marzo saremo a Grassina per parlare di TARIC

Lunedì 9 marzo saremo a Grassina per parlare dei problemi che molti cittadini e attività stanno incontrando con la TARIC.

Non si tratta di essere contro la tariffa in sé, ma di discutere come viene applicata e delle difficoltà concrete che questo sistema sta creando a famiglie e imprese.

Per questo ringraziamo il comitato “TARIC sì, ma non così”: uno spazio aperto di confronto tra cittadini per raccogliere segnalazioni, condividere esperienze e costruire insieme proposte per una tariffa più equa e trasparente fa sempre bene a tutte le comunità.

📍 Casa del Popolo di Grassina
🗓 Lunedì 9 marzo – ore 21

Se hai ricevuto bollette difficili da capire, se hai dubbi sul funzionamento della tariffa o semplicemente vuoi capire meglio cosa sta succedendo, questa è l’occasione per parlarne insieme.

La voce di molti può fare la differenza.

Commissione del 12 febbraio: non è stata “eccezionalità”, è un problema strutturale e continuare a costruire è un errore grave

La Commissione Consiliare congiunta I e II del 12 febbraio 2026 ha messo nero su bianco una serie di elementi che, se letti con attenzione, portano a una conclusione molto chiara: non siamo di fronte a un evento imprevedibile e isolato, ma a una fragilità strutturale del territorio che l’amministrazione continua a non voler affrontare alla radice.

Cinque sono i punti centrali emersi in Commissione:

  1. L’evento non può più essere definito “eccezionale”.
  2. Le cause sono strutturali e diffuse.
  3. Le responsabilità sulle acque meteoriche sono comunali.
  4. Continuare a prevedere nuove edificazioni è una scelta sbagliata e pericolosa.
  5. Gli interventi annunciati sono parziali, insufficienti e in parte scollegati dalle vere cause dei danni.

I fenomeni descritti in questo documento non riguardano un singolo quartiere o un singolo evento meteorologico circoscritto. L’alluvione ha colpito Empoli in modo diffuso, con episodi di rigurgito fognario registrati in aree diverse e non comunicanti tra loro. Questo dato — emerso negli stessi lavori della Commissione — è la prova più eloquente di una crisi sistemica: non si è rotto un anello debole della catena, è la catena nella sua interezza che non regge più il peso di decenni di urbanizzazione senza adeguamento infrastrutturale.

Mettiamo insieme i fatti.

  1. “Evento eccezionale”? I dati raccontano altro.

Continue reading “Commissione del 12 febbraio: non è stata “eccezionalità”, è un problema strutturale e continuare a costruire è un errore grave”

Proudly powered by WordPress | Theme: Baskerville 2 by Anders Noren.

Up ↑