Resoconto dell’incontro con Zignago Vetro

Per la prima volta abbiamo avuto modo di confrontarci direttamente con Zignago Vetro e abbiamo trovato ad attenderci il CEO del gruppo Zignago Vetro, la Responsabile Legale e affari societari di Gruppo e il Direttore stabilimento di Empoli e presidente Vetro Revet. In questa occasione abbiamo scoperto che molte delle richieste avanzate dai cittadini negli ultimi anni non hanno trovato un ostacolo nell’azienda, ma semplicemente non sono mai state portate all’azienda dall’Amministrazione comunale.

L’incontro che abbiamo avuto con i rappresentanti di Zignago Vetro è stato, prima di tutto, un momento di confronto diretto che tutta la comunità riteneva necessario da tempo.

Negli ultimi anni come Comitato cittadino abbiamo presentato osservazioni, proposte e richieste sia all’Amministrazione comunale sia all’interno dei diversi procedimenti urbanistici e autorizzativi che hanno interessato lo stabilimento e tutto il territorio circostante. Molte di quelle richieste erano nate direttamente dalle preoccupazioni e dalle proposte dei cittadini: dall’installazione di una centralina pubblica per il monitoraggio della qualità dell’aria all’ammodernamento progressivo degli impianti, fino ad alcune soluzioni progettuali che avrebbero potuto ridurre ulteriormente gli impatti sul territorio.

Per questo motivo era importante capire quale fosse realmente la posizione dell’azienda e da questo punto di vista l’incontro ha fatto emergere un elemento che riteniamo molto significativo.

In nessuno dei temi affrontati abbiamo trovato una chiusura da parte di Zignago Vetro, al contrario, i rappresentanti dell’azienda hanno più volte ribadito di essere disponibili a confrontarsi e a valutare le richieste che vengano loro sottoposte attraverso i canali istituzionali competenti.

Può sembrare una sfumatura, ma in realtà cambia completamente la prospettiva.

Per anni in molti, compresa l’amministrazione comunale, hanno accampato motivazioni secondo le quali determinate richieste non fossero realizzabili perché l’azienda non sarebbe stata disponibile o perché non sarebbe stato appropriato fare certe richieste all’azienda. Dal confronto con Zignago è invece emerso che, nella maggior parte dei casi, il problema è stato un altro: quelle richieste non sono mai arrivate formalmente all’azienda perché non sono mai state fatte proprie dall’Amministrazione comunale.

Ed è una differenza sostanziale. Continue reading “Resoconto dell’incontro con Zignago Vetro” →

Quando una dirigenza smette di rendere conto a tutti, è la politica che deve riprendersi la propria azienda

La richiesta di dimissioni della Direzione Produzione Servizi avanzata dalla RSU, l’adesione allo sciopero regionale del 9 luglio e la denuncia, da parte della FP CGIL, di comportamenti definiti “derisori e con profili intimidatori” nei confronti di rappresentanti dei lavoratori non sono tre episodi isolati.

Sono il sintomo di qualcosa di molto più grave.

Quando i lavoratori denunciano un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro, quando i cittadini subiscono disservizi e aumenti sempre più frequenti e quando perfino il confronto con le rappresentanze sindacali viene descritto come irrispettoso, il problema non riguarda più soltanto l’organizzazione del servizio. Riguarda il modo in cui una parte della dirigenza concepisce il proprio ruolo.

Se i fatti riportati nei comunicati sindacali troveranno conferma, una dirigenza che arriva a deridere o intimidire i rappresentanti dei lavoratori mentre questi chiedono semplicemente più sicurezza, più organizzazione e migliori condizioni di lavoro dimostra di non considerare il confronto come una risorsa, ma come un fastidio.

Ed è questo il punto più preoccupante.

Una società a composizione totalmente pubblica non appartiene ai dirigenti, non appartiene all’amministratore delegato. Appartiene ai cittadini.

Chi la dirige ha il compito di amministrarla nell’interesse pubblico, non di comportarsi come se fosse un potere autonomo, sottratto al confronto e al controllo.

Quando viene meno il rispetto verso chi rappresenta i lavoratori, inevitabilmente viene meno anche il rispetto verso i cittadini, verso gli enti proprietari e verso la missione stessa per cui quella società è nata. Continue reading “Quando una dirigenza smette di rendere conto a tutti, è la politica che deve riprendersi la propria azienda” →

ALIA: QUANDO I DISSERVIZI LI PAGANO I CITTADINI E I LAVORATORI, MA NESSUNO PUO CHIEDERE CONTO AI DIRIGENTI

Nelle ultime settimane molti cittadini di Empoli e dell’Empolese hanno segnalato ritiri saltati, bidoncini lasciati pieni per giorni e problemi diffusi nella raccolta differenziata.

Prima di tutto una precisazione doverosa: non vogliamo puntare il dito contro i lavoratori, anzi, chi ogni giorno raccoglie i rifiuti sotto il sole, sotto la pioggia e con temperature sempre più difficili da sopportare merita rispetto, gratitudine e solidarietà. I lavoratori sono spesso i primi a subire le conseguenze delle scelte organizzative prese ai livelli superiori.

Proviamo allora a riflettere ed ipotizzare su cosa potrebbe essere accaduto partendo dalle certezze del disservizio.

Negli ultimi mesi Alia ha avviato una profonda riorganizzazione del servizio. Fino a poco tempo fa Alia e le cooperative appaltatrici ATI e Orizzonte operavano sugli stessi territori, dividendo il lavoro all’interno dei singoli comuni: generalmente il centro urbano era seguito direttamente da Alia, mentre periferie e frazioni erano affidate alle cooperative.

Oggi il modello sembra essere cambiato radicalmente e interi territori sarebbero stati assegnati a soggetti diversi. L’Empolese sarebbe passato completamente sotto gestione diretta Alia, mentre gran parte della Valdelsa – Castelfiorentino, Certaldo, Montespertoli, Gambassi e Montaione – sarebbe stata affidata integralmente ad una società appaltatrice.

Recentemente è stata infatti aggiudicata una nuova gara e, da quanto risulta, il servizio sarebbe stato affidato alla cooperativa Ideal Service. Non disponiamo degli atti completi della gara e proprio per questo riteniamo necessario porre alcune domande. La gara è stata aggiudicata con logiche di ribasso? Gli organici sono rimasti invariati oppure sono stati ridotti? Quanti operatori erano impiegati prima e quanti lo sono oggi? Sono stati mantenuti gli stessi livelli occupazionali oppure no?

Sono interrogativi legittimi, soprattutto perché stiamo parlando di un servizio pubblico essenziale pagato dai cittadini.

C’è poi un altro elemento che merita attenzione. Ogni estate una quota significativa di lavoratori è assente per ferie, malattie, infortuni, permessi e corsi obbligatori. Se il servizio conta circa 160 operatori, ed in questo periodo è normale che ogni settimana una parte importante del personale non sia disponibile, in questi mesi sono stati assunti lavoratori in numero sufficiente per coprire le assenze? Oppure si è scelto di non procedere alle sostituzioni necessarie? La domanda non è irrilevante, soprattutto se si ricorda la forte polemica dello scorso anno proprio sul mancato rinnovo del contratto a 222 lavoratori interinali.

In assenza di personale sufficiente, la soluzione adottata è stata ancora una volta quella degli straordinari? Se così fosse, sarebbe opportuno aprire una riflessione. La raccolta dei rifiuti è un lavoro fisicamente pesante e usurante, fare affidamento in modo sistematico agli straordinari può forse tamponare un’emergenza, ma può anche aumentare stanchezza, stress, infortuni e assenze Continue reading “ALIA: QUANDO I DISSERVIZI LI PAGANO I CITTADINI E I LAVORATORI, MA NESSUNO PUO CHIEDERE CONTO AI DIRIGENTI” →

INCONTRO PUBBLICO DEI CITTADINI Marcignana, Pagnana, Via Lucchese

Da anni conviviamo con problemi che nessuno può più far finta di non vedere:

🌫️ maleodoranze continue

🌧️ rischio alluvione e gestione di fosse e fognature

🍃 qualità dell’aria

🏭 espansione della zona industriale

Sono le nostre strade, le nostre case, l’aria che respiriamo ogni giorno. Per questo il primo appello è a chi qui ci vive: Marcignana, Pagnana e Via Lucchese devono esserci, in prima fila.

🗓️ Martedì 16 giugno 2026 – ore 21:15

📍 Pista da ballo all’aperto del Circolo ARCI di Marcignana

🎟️ Ingresso libero

Ma non ci fermiamo al campanile. Quello che accade nelle nostre frazioni non resta nelle nostre frazioni: maleodoranze, rischio idraulico, qualità dell’aria e pressione industriale sono questioni che attraversano i confini e riguardano l’intero territorio. Partiamo da qui per costruire un percorso che si allarghi, che faccia rete e che non lasci solo nessuno.

Durante la serata faremo il punto: i passi compiuti, le risposte ottenute dagli enti, le azioni in corso. E soprattutto decideremo insieme i prossimi.

👉 Partecipare non è assistere: è prendere parte. Chi non c’è, lascia che a decidere del proprio territorio siano sempre gli altri.

Vieni, ascolta, proponi. Il futuro delle nostre frazioni — e di tutta la comunità — si costruisce da qui. 💪

VICOPISANO: QUELLA NUBE NERA DOVREBBE INQUIETARCI TUTTI

L’incendio di Vicopisano ci mostra in modo drammatico cosa significa concentrare migliaia di tonnellate di materiali plastici e combustibili derivati dai rifiuti. In pochi minuti una nube visibile per chilometri ha reso evidente il potenziale inquinante di questi materiali.

Scuole chiuse, persone evacuate, finestre serrate, condizionatori spenti. È bastato un incendio per ricordarci quanto possa essere fragile il confine tra la normalità e un’emergenza ambientale.

È importante essere chiari: un incendio come questo non è la stessa cosa di un inceneritore. Le condizioni di combustione, le temperature e i sistemi di abbattimento sono profondamente diversi e sarebbe sbagliato confondere le due situazioni, ma sarebbe altrettanto sbagliato fermarsi qui e considerare l’accaduto come una semplice fatalità.

Perché quei materiali non erano lì per caso, erano stati raccolti, selezionati, lavorati, trasportati e stoccati perché destinati alla combustione ed è proprio questo il punto.

L’enorme nube che abbiamo visto ci aiuta a visualizzare qualcosa che normalmente rimane nascosto dietro le pareti di un impianto industriale: cosa significa, in termini concreti, bruciare migliaia di tonnellate di materiali derivati dai rifiuti.

Certo, un inceneritore opera in condizioni controllate e con sistemi di abbattimento che un incendio non possiede, ma resta una domanda che merita di essere posta: se quei materiali sono destinati comunque alla combustione, siamo davvero sicuri che la strategia migliore sia continuare a produrre combustibili da rifiuti e bruciarli, oppure dovremmo investire molto di più nella riduzione dei rifiuti, nel riuso e nel riciclo di qualità?

E qui emerge un altro paradosso.

Da una parte si investono centinaia di milioni di euro in impianti sempre più sofisticati, sistemi di abbattimento, filtri e tecnologie progettate per ridurre al minimo le emissioni derivanti dalla Continue reading “VICOPISANO: QUELLA NUBE NERA DOVREBBE INQUIETARCI TUTTI” →

ALLUVIONE E RISCHIO IDRAULICO: GRANDE PARTECIPAZIONE A PONZANO.

ORA SERVONO NUOVE COMMISSIONI, RISPOSTE CHIARE E SCELTE RESPONSABILI PER IL FUTURO

L’assemblea pubblica tenutasi a Ponzano sul tema dell’alluvione e del rischio idraulico ha registrato una partecipazione numerosa e attenta da parte della cittadinanza, confermando quanto sia forte la preoccupazione dei cittadini di fronte a eventi alluvionali che negli ultimi anni hanno colpito ripetutamente il territorio empolese.

Tre alluvioni in pochi anni impongono una riflessione pubblica non solo sugli eventi accaduti, ma anche sulle scelte che determineranno il livello di sicurezza della città nei prossimi decenni.

Durante l’assemblea è quindi emersa con forza la necessità di proseguire il lavoro di approfondimento già avviato in Consiglio Comunale sull’alluvione del 14 marzo 2025. Per questo riteniamo indispensabile la convocazione di una seconda Commissione consiliare, come richiesta e sollecitata più volte in sede consiliare da tutti i gruppi di opposizione, dedicata all’analisi dell’evento, delle sue cause, delle criticità emerse e degli interventi necessari per ridurre concretamente il rischio sul territorio.

 

Ma oggi è altrettanto evidente che non basta guardare al passato.

È necessario guardare anche al futuro e alle scelte che la città sta compiendo attraverso il Piano Operativo Comunale (POC), lo strumento che definirà dove e come sarà possibile costruire nei prossimi anni.

Per questo chiediamo con forza l’istituzione di una specifica Commissione consiliare dedicata all’approfondimento dei criteri utilizzati per la valutazione del rischio idraulico nelle previsioni Continue reading “ALLUVIONE E RISCHIO IDRAULICO: GRANDE PARTECIPAZIONE A PONZANO.” →

Risposta ufficiale da parte di Zignago Vetro alla richiesta di incontro

Abbiamo ricevuto una risposta ufficiale da parte di Zignago Vetro alla richiesta di incontro diretto inviata dal Comitato Trasparenza per Empoli.

Nella comunicazione, l’azienda conferma la propria disponibilità ad avviare “un confronto diretto e costruttivo con il Comitato” e comunica che, a causa di precedenti impegni aziendali e istituzionali già programmati, la disponibilità potrà essere garantita “a partire dal mese di giugno 2026”.
Zignago aggiunge inoltre che sarà sua cura ricontattarci successivamente per definire, di comune accordo, data e modalità operative dell’incontro.

Accogliamo positivamente questa disponibilità al dialogo.

Abbiamo sempre sostenuto che la mancanza di iniziativa delle istituzioni non potesse impedire il confronto tra comunità che condividono lo stesso territorio e che vivono a poche centinaia di metri di distanza.

Riteniamo però importante che questo confronto avvenga in tempi utili e non quando le scelte urbanistiche saranno ormai definitivamente assunte.

In particolare, il tema dell’orientamento dei nuovi capannoni deve poter essere discusso prima che PSI e POC vengano approvati in via definitiva, perché dopo quel passaggio ogni modifica rischierebbe di diventare molto più difficile.

Per noi il dialogo ha senso se avviene quando le scelte sono ancora discutibili e migliorabili, non quando tutto è già deciso.

Il confronto che chiediamo deve essere serio, trasparente e concreto, affrontando temi come:
• qualità dell’aria e monitoraggio ambientale
• ammodernamento degli impianti
• impatto territoriale dello sviluppo produttivo
• rapporto tra attività industriale e comunità locale

Continueremo ad aggiornare i cittadini sugli sviluppi e sugli eventuali prossimi passaggi.

Se il Comune non risponde, il dialogo deve andare avanti: incontro diretto con Zignago

Sono passati mesi e il confronto tra Comune e azienda non è avvenuto e il dialogo con la cittadinanza è rimasto fermo.
Noi non possiamo accettarlo.
Per questo abbiamo inviato una nuova richiesta a Zignago Vetro:
la mancanza di iniziativa da parte delle istituzioni non può e non deve bloccare il dialogo tra chi condivide lo stesso territorio.
Siamo a poche centinaia di metri eppure oggi ciò che viene fatto – o non fatto – crea distanza. Noi vogliamo ridurla con il dialogo, con il confronto, con responsabilità.
👉 Di seguito il testo integrale della richiesta inviata:
Spettabile Zignago Vetro S.p.A.,
facciamo seguito alle precedenti comunicazioni intercorse e, in particolare, alla Vostra nota del 12 gennaio 2026, con la quale avevate manifestato disponibilità ad avviare un confronto con la cittadinanza, subordinandolo a un preliminare passaggio con l’Amministrazione comunale di Empoli.
A distanza di tempo, prendiamo atto che tale confronto tra Amministrazione e azienda non risulta ancora avvenuto e che, di conseguenza, anche il dialogo diretto con la cittadinanza è rimasto sospeso.
Riteniamo tuttavia che la mancanza di iniziativa o di riscontro da parte delle istituzioni non possa e non debba rappresentare un ostacolo al dialogo tra comunità che condividono lo stesso territorio.
Fisicamente sono poche centinaia di metri a separarci, è invece ciò che viene fatto – o non fatto – a determinare la reale distanza o vicinanza tra le parti, in termini di intenti, di fiducia e di rispetto reciproco dei diritti e dei bisogni.
Ad oggi, il comportamento difficilmente comprensibile dell’Amministrazione comunale ha come unico effetto quello di creare una distanza tra i rappresentanti di via Giuseppe del Papa e la comunità abitativa e imprenditoriale di Empoli Ovest, ritenendo che questa distanza non sia nell’interesse di nessuno.
Per questo motivo, riteniamo necessario e opportuno superare questa fase di stallo e procedere comunque con un incontro diretto tra la Vostra azienda e una delegazione della cittadinanza.
L’obiettivo è quello di avviare un confronto serio e costruttivo sui temi già oggetto delle nostre precedenti comunicazioni – tra cui il monitoraggio della qualità dell’aria, l’ammodernamento degli impianti e l’impatto territoriale dello sviluppo produttivo – al fine di costruire un quadro condiviso, fondato su trasparenza, conoscenza e fiducia reciproca.

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DATI UFFICIALI: la Toscana è la regione più esposta al rischio alluvioni in Italia

Ci sono momenti in cui smette di essere una battaglia di opinioni e diventano i dati a parlare.

Fino a 333 milioni di euro di danni ogni anno solo da alluvioni

La Piana fiorentina tra le aree più vulnerabili

527 milioni di euro l’anno di danni complessivi da eventi naturali

Patrimonio esposto: 924 miliardi di euro

Fonte: Natural Risk Index – Unipol 

 

In questi giorni sono stati diffusi i risultati del Natural Risk Index – Unipol, uno studio basato su dati ufficiali (Istat, catasto, modelli assicurativi internazionali), quindi non una presa di posizione politica, ma una fotografia oggettiva del rischio.

E cosa dice questa fotografia?

Dice che la Toscana è la regione più esposta in Italia al rischio alluvioni, con danni stimati fino a 333 milioni di euro ogni anno, più di terremoti e tempeste. Dice che la piana fiorentina è tra le aree più vulnerabili, proprio il territorio in cui viviamo, tra Firenze, Prato, Pistoia… e quindi anche Empoli dove ben il 18% degli abitanti vive in zone a pericolosità elevata e molto elevata.

 

E allora la domanda diventa inevitabile: se questo è il quadro reale, documentato e certificato da ogni parte e istituto possibile, perchè a Empoli si sta facendo di tutto per costruire in zone con alto rischio idraulico? Perché qui non siamo più nel campo delle interpretazioni, siamo nel campo delle responsabilità!

Da una parte abbiamo studi autorevoli che ci dicono che il rischio è già altissimo e che l’impatto economico e sociale è enorme – centinaia di milioni ogni anno, oltre mezzo miliardo considerando tutti gli eventi naturali, tutti soldi che ricadono sulle tasche di noi cittadini.

Dall’altra continuiamo a vedere scelte urbanistiche che vanno nella direzione opposta: nuovo consumo di suolo, nuove superfici impermeabili, nuove edificazioni anche in contesti già fragili dove il rischio idraulico è certificato come alto.

E questo non lo diciamo solo noi, gli stessi uffici regionali hanno scritto chiaramente che queste previsioni aumentano l’impermeabilizzazione del territorio e quindi espongono a rischi maggiori legati ai cambiamenti climatici e gli studi tecnici sul POC evidenziano un arretramento evidente: meno opere strutturali di messa in sicurezza, meno visione complessiva, più affidamento a Continue reading “DATI UFFICIALI: la Toscana è la regione più esposta al rischio alluvioni in Italia” →

Empoli, un anno dopo l’alluvione: incontro pubblico a Ponzano per fare chiarezza e chiedere risposte

A oltre un anno dall’alluvione del marzo 2025, il gruppo Comitato Alluvionati 14 Marzo assieme ai comitati di Carraia, San Martino-Serravalle e Trasparenza per Empoli organizza un incontro pubblico aperto a tutta la cittadinanza e invita formalmente l’Amministrazione comunale affinché partecipi al confronto con i cittadini.
L’appuntamento è fissato per Giovedi 16 aprile ore 21:00 alla Casa del Popolo di Ponzano (Circolo Arci).

📅 Giovedi 16 aprile
🕘 Ore 21:00
📍 Casa del Popolo – Ponzano (Circolo ARCI)

A dodici mesi da uno degli eventi più gravi che hanno colpito il nostro territorio, il bilancio resta fortemente critico, il tempo trascorso avrebbe dovuto portare a interventi concreti di messa in sicurezza, ma ciò che si è visto finora si limita a operazioni superficiali che non affrontano le cause strutturali del rischio. La riapertura di tombini rimasti per anni sepolti sotto l’asfalto non rappresenta una soluzione, ma il segno evidente di una cura e manutenzione del territorio carente e tardiva.

Il problema principale resta la mancanza di opere strutturali e di una pianificazione adeguata, a questo si aggiunge un elemento ancora più grave: si continua a prevedere nuove edificazioni proprio in aree dove l’alluvione ha già mostrato con chiarezza tutte le fragilità del territorio. Invece di intervenire per ridurre il rischio esistente, si insiste su un modello che si limita a “mitigare” il nuovo rischio che si va a creare, con l’unico obiettivo massimo di non peggiorare la situazione.

Ma oggi non è più sufficiente evitare di peggiorare: è necessario migliorare, è necessario ridurre il rischio già presente e mettere davvero in sicurezza il territorio, senza continuare a sprecare tempo e risorse in soluzioni parziali. La domanda resta inevitabile: se un evento simile si ripetesse oggi, saremmo davvero pronti ad affrontarlo?
L’incontro del 16 aprile nasce proprio con questo obiettivo: informare, confrontarsi e costruire consapevolezza. Durante la serata interverranno Gordon Baldacci meteorologo, Daniela Poli professoressa ordinaria di Tecnica e pianificazione urbanistica e Marco Cardone del Comitato Trasparenza per Empoli, con la conduzione del giornalista Marco Mainardi di CLEBS. Attraverso i loro contributi verranno affrontati i temi dell’evoluzione dei fenomeni meteorologici, dell’utilizzo e della trasformazione del territorio e delle politiche urbanistiche che incidono direttamente sul livello di rischio.

Senza interventi concreti e senza un cambio di direzione nella pianificazione, il territorio resta esposto e i cittadini continuano a vivere in una condizione di rischio che non può più essere accettata.
È passato troppo tempo ormai e senza interventi concreti restiamo esposti al rischio, la prevenzione deve diventare una priorità reale.

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